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La meglio gioventù: aggregati in prima squadra cinque nuovi Juniores

La meglio gioventù: aggregati in prima squadra cinque nuovi Juniores

“La meglio gioventù” è un film italiano diretto da Marco Tullio Giordana, uscito nelle sale cinematografiche nel 2003. Ironia della sorte, proprio il 2003.

Abbiamo preso in prestito questo kolossal del cinema per introdurre la nuova leva calcistica che sta fiorendo al “Vito Curlo”, alle pendici della Selva di Fasano, di ragazzi nati proprio nel 2003, ragazzi giovani sì ma volenterosi e con la testa sulle spalle a cui è stata data dalla società biancazzurra la possibilità di allenarsi, e quindi giocarsi le proprie chance, con la prima squadra.

 

“Se non hai la soluzione, sei parte del problema” dice un vecchio detto e così la dirigenza biancazzurra, preso atto della sospensione definitiva del Campionato Nazionale Juniores 2020.21, ha deciso di non smantellare la rosa dei biancazzurrini e ha dato ad alcuni di loro la possibilità di crescere e di migliorare, con la competitività di un campionato importante che è quello di Serie D.

 

A partire dal mese di marzo infatti sono stati aggregati al gruppo squadra di mister Vito Costantini, allenatore non a caso cresciuto a pane e Juniores, i seguenti under:

Marco Percuoco, centrocampista classe 2003;

Gianfranco Iaia, esterno classe 2002;

Gaillord Ercolini, attaccante classe 2003

Antonio Di Lonardo, attaccante classe 2005;

Fabio Fede, esterno classe 2003.

 

Un blocco importante di ragazzi, giovanissimi, su cui la società biancazzurra sta investendo tanto e a cui sta dando una grande opportunità non solo professionale, ma anche di vita.

 

Questi cinque nuovi under vanno ad aggiungersi, sempre in prima squadra, ai loro pari d’età che sono in pianta stabile nel gruppo già da diverso tempo. Parliamo del fasanese doc Stefano Taddeo, esterno classe 2003 (al suo debutto domenica 28 marzo contro il Real Agro Aversa), di

Emanuele Calabria, centrocampista classe 2003, Alessio Leone, portiere classe 2004  e Alessio Amoruso, centrocampista classe 2003 che sta mostrando tutto il suo valore nel centrocampo biancazzurro.

 

Abbiamo aggregato tutti questi under in prima squadra per far sentire a casa mister Vito Costantini – ha detto scherzosamente il responsabile del settore giovanile biancazzurro, Totò Carparelli -. Scherzi a parte, da sempre la mentalità della nostra società ha un occhio di riguardo al futuro e in particolare ai nostri giovani. Non si vince a caso, per due anni di seguito, la classifica Giovani D Valore e quest’anno siamo ancora in testa nella classifica provvisoria (aggiornata 12^ giornata), a dimostrazione di quanto lavoro ci sia dietro. Il percorso è ancora lungo ma siamo sulla buona squadra. Stiamo cercando di costruire, congiuntamente agli sforzi e al supporto dell’associazione Il Fasano Siamo Noi, qualcosa di importante, sul modello del settore giovanile dell’Atalanta per intenderci. Questo è un progetto a lungo termine che stiamo coltivando giorno dopo giorno e sappiamo bene che in queste categorie gli under più forti fanno la differenza. Ecco, in ottica futura l’auspicio è quello di fare crescere i migliori talenti in casa, senza dover andare necessariamente a ricorrere sul mercato, formare ragazzi che conoscano l’ambiente e che con la maglia biancazzurra si sentano a casa. Situazione post Covid? L'auspicio è che questa pandemia possa risolversi il prima possibile. Siamo già a lavoro per farci trovare pronti non appena le condizioni lo permetteranno nuovamente e mi riferisco non solo al mondo Juniores ma a tutto il settore giovanile. Questo è anche un nostro dovere ovvero quello di garantire ai ragazzi la pratica dello sport e, in questo caso specifico, del calcio. Ne va di mezzo la salute dei ragazzi ma soprattutto il loro futuro, oltre che il nostro.

 

Progetto importante e sicuramente “moderno” quello del Fasano che, in netto anticipo rispetto a molte altre realtà, già da alcuni anni si è mosso nella direzione che pare sarà l’unica strada per i successi dell’imminente futuro delle società di calcio. L’Italia è un Paese per vecchi, dicono. A Fasano la si pensa decisamente in modo diverso.

 

 

 


UFFICIO STAMPA

Gerry Moio